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Andare in vacanza dopo la Brexit

Scritto da  Andrea Moretti

valigie in aeroporto

Ci stiamo avvicinando alle prime festività dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea e non è ancora del tutto chiaro in che modo la transizione influenzerà i piani di viaggio dei cittadini inglesi verso i rimanenti Stati Europei. Per cercare di capire meglio cosa comporterà la Brexit per i viaggi UE, abbiamo intervistato 1.000 residenti britannici sul tema.

Dai risultati, siamo riusciti a ottenere delle informazioni sulle tendenze tra i viaggiatori del Regno Unito e a capire quali sono le maggiori preoccupazioni al riguardo. Per aiutare le persone a prepararsi per le loro vacanze in Europa dopo la Brexit, abbiamo messo insieme un elenco di consigli su dove è possibile rivolgersi per ulteriori informazioni.

Uno sguardo ai trends di viaggio

Dai risultati del sondaggio viene fuori che la Brexit avrà un impatto significativo sulle abitudini di viaggio dei cittadini britannici nel 2019. Delle 1.000 persone che abbiamo intervistato, quasi un terzo (29%) ha dichiarato che viaggerà meno nell'UE a causa della Brexit. Quasi un quarto degli intervistati (23%) ha dichiarato che rimarrà nel Regno Unito per le vacanze, una vera e propria “Staycation”. Ciò dovrebbe tradursi in una sana spinta per l’economia locale, l'occupazione e il patrimonio culturale in tutta la Gran Bretagna.

Informarsi prima di partire

Ovviamente, molte persone stanno ancora programmando di andare in vacanza in Europa con la stessa regolarità che hanno fatto prima della Brexit. Il 42% ha dichiarato che la transizione non avrà alcun effetto sui loro piani di viaggio. Per i british che hanno in programma di partire per l’UE quest'anno ci sono comunque alcuni accorgimenti da seguire, nel caso di cambiamenti.

Abbiamo esaminato le maggiori preoccupazioni quando si tratta di viaggi UE dopo la Brexit e abbiamo raccolto una lista di utili informazioni su come prepararsi ad eventuali problemi.

1. Aumento del costo dei voli

Oltre un terzo dei rispondenti ha dichiarato che perderebbero la voglia di viaggiare nell’UE se il costo dei voli aumentasse.

Vedremo se i voli subiranno un aumento sostanziale dei costi soltanto dopo la finale negoziazione della Brexit. Le tariffe aeree sono state ridotte ai costi attuali grazie alla rimozione da parte dell'UE delle vecchie restrizioni bilaterali sugli accordi di servizio aereo tra paesi che limitavano i voli.

Non appena la Gran Bretagna lascerà l’UE, dovrà negoziare nuovi accordi di servizio aereo per consentire alle compagnie aeree britanniche di volare liberamente attraverso il territorio Europeo. Questo è, tuttavia, nell'interesse di molte compagnie aeree Europee, dato che senza un accordo non saranno in grado di volare liberamente dentro e fuori dal Regno Unito, con conseguente riduzione delle entrate.

passaporto britannico con euro

2. Necessita’ di Visto

Richiedere visti e permessi di viaggio può aggiungere un ulteriore fastidio alle vacanze, che porterebbe il 31% degli inglesi a rinunciare ai viaggi in Europa. Fortunatamente, sembra improbabile che ciò sia necessario subito dopo la Brexit.

Nell'attuale accordo Brexit, i titolari di passaporto del Regno Unito potranno viaggiare liberamente nell'UE fino alla fine del 2020. Dal 2021 in poi, i viaggiatori britannici in visita in Europa dovranno richiedere un documento denominato ETIAS (Sistema europeo di informazioni e autorizzazione di viaggio). L'applicazione per il documento costa £7 ed è un modo per l’Europa di effettuare controlli più severi sui visitatori in seguito alla crisi dei migranti e alle preoccupazioni di sicurezza dovute al terrorismo.

Il governo del Regno Unito consiglia i cittadini di rinnovare ogni passaporto che scade tra circa 6 mesi, per soddisfare le nuove regole del codice frontiere Schengen che si applicano nei rimanenti Stati membri.

3. Tasso di cambio valuta

Più di un quarto degli intervistati (il 27%) afferma che non vorrebbero più viaggiare nell'UE se i tassi di cambio aumentassero dopo la Brexit. È possibile che subito dopo la Brexit la sterlina crollerà, ma una volta che la situazione si stabilizzerà, le cose dovrebbero migliorare.

Dopo la prima rivelazione dei risultati del referendum sulla Brexit, la sterlina è scesa del 7% rispetto al dollaro e del 10% rispetto all'euro. Gli effetti sull'economia e sui tassi di cambio, tuttavia, non erano da considerarsi drammatici.

Per evitare il peggio di un crollo post-Brexit sulla sterlina, è una buona idea per i cittadini British acquistare denaro per ogni eventuale vacanza già programmata prima della Brexit. In alternativa, aspettare alcune settimane dopo la transizione, dovrebbe fornire un'idea chiara di come si stabilizzeranno i tassi di cambio.

4. Code per l’imbarco

Rimanere bloccati in coda, cercando di uscire o rientrare nell'UE, non è certo divertente. Il 27% degli intervistati afferma che un aumento dei tempi di attesa alle frontiere li farebbe venir meno la voglia di viaggiare fuori dal Regno Unito.

Nonostante ciò, sebbene ci siano state molte notizie sulle code alla dogana, le attese maggiori riguardano in larga misura il trasporto di merci piuttosto che i viaggi individuali o ricreativi, i quali costituiscono ben il 67% dei viaggi in Europa.

C’è comunque la possibilità di code più lunghe negli aeroporti, in particolare quando nuovi sistemi vengono messi in atto per controllare i passaporti del Regno Unito con altri non del SEE. I principali aeroporti, tuttavia, hanno in programma di investire in ulteriori e-gates e staff per ridurre al minimo i disagi per i viaggiatori. Eventuali disturbi dovrebbero quindi durare per un periodo di transizione limitato.

5. Trasporto di merci

Il 12% delle persone ha anche espresso preoccupazioni per il trasporto di merci nell'UE dopo la Brexit.

La Brexit non impedirà alle aziende di spedire e vendere merci all'UE, ma potrebbe significare un aumento delle tasse e dei dazi pagabili su tutte le merci importate negli altri stati membri.

Chi intende gestire un'impresa tra il Regno Unito e l'Unione Europea, controlla eventuali tasse o imposte che potrebbero essere applicate prima di inviare merci all'estero.

6. Guidare in Europa

Oltre a viaggiare nell'UE, la Brexit potrebbe anche avere un impatto su ciò che è permesso fare all’estero. Ad esempio, riguardo il guidare nei paesi Europei, il nostro sondaggio ha rivelato che alcune persone sarebbero state scoraggiate a guidare all’estero nei seguenti casi:

  • Il 29% sarebbe scoraggiato dall’aumento dei prezzi sia del noleggio che dell’assicurazione.
  • Il 28% non guiderà in caso di bisogno di permessi di guida aggiuntivi
  • Il 24% ha dichiarato che verrebbero scoraggiati dalle code al confine tra i vari paesi

Attualmente i conducenti del Regno Unito possono guidare nell'UE se hanno una patente di guida del Regno Unito valida, ma questo potrebbe cambiare dopo la Brexit.

Se, tuttavia, l'UE deciderà che c’è bisogno di un permesso aggiuntivo per guidare nei rimanenti Stati membri, esiste già un sistema per ovviare al problema: il permesso di guida internazionale (IDP).

I cittadini del Regno Unito hanno già bisogno di un IDP per guidare in paesi come gli Stati Uniti. Fortunatamente per richiedere un IDP basta avere 18 anni e essere in possesso di una patente di guida nel Regno Unito.

Tutto sommato può essere difficile dare alcuni consigli sui viaggi post-Brexit, vista l’incertezza di quello che succederà, ma la guida sopra offre alcune informazioni sulla situazione attuale e su dove trovare maggiori informazioni prima di partire.

Il modo migliore di esser certi di passare una bella e rilassante vacanza è certamente assicurarsi di controllare tutti i requisiti prima del viaggio per non incorrere in brutte sorprese!

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